MADE IN RIMINI: quando lo chic rivierasco non è un’opinione.

di Carlotta Frenquellucci in Cultura, Moda
Rob Grassilli - Alieni a Rimini - Matrioska Magazine
26 febbraio 2016
Carlotta Frenquellucci

Avere l’aria made in Italy è un atteggiamento mentale, un po’ come essere rock o bon ton.

Il segreto è non farsi fagocitare dalle tendenze, ma, come se si trattasse di un frutto acerbo, lasciarlo maturare e cucinarlo con discernimento e consapevolezza seguendo, sì, alcune regole base dello chic, ma sapendo anche trasgredirle.
E nella nostra piccola provincia abbiamo magistralmente assimilato tutto ciò facendo — consciamente o meno — nostri i diktat del buon gusto che sono diventati un marchio del made in Rimini, ovvero:

non prendersi troppo sul serio, sentirsi sempre a proprio agio nei propri panni, evitare il “coordinato” dalla testa ai piedi, non essere troppo appariscenti disseminando in ogni dove loghi e pailettes, mixare sapientemente abiti a prezzi scontati, indumenti trovati nei viaggi e qualche capo di lusso.

Oltre ad essere un perito del divertimento e una buona forchetta, il riminese DOC sa anche vestirsi e paradossalmente adotta look molto più azzeccati di tanti metropolitani dal senso estetico annichilito.

Ciò potrebbe sembrare alquanto azzardato e dissacratorio (una provincetta versus una grande città?!), ma sarebbe sufficiente una passeggiata nel centro di Bologna o Milano in parallelo a una vasca a Rimini per accorgersi che, se nel primo caso incapperemo in tanti manichini in completo o tailleur miscelati a residui freak o punk, nel secondo ci accorgeremo che l’indole rivierasca detta legge anche in fatto di stile.

Imprenditori e bancari, avvocati e medici non hanno mai il nodo della cravatta troppo largo, non indossano tripudi di gessato, scarpe dalle punte troppo quadrate o mocassini dai colori improbabili. Sarà il sole o sarà lo iodio ma anche i professionisti più distinti si concedono un tocco di colore, un particolare casual o un occhiale da sole trendy; i più audaci poi si lasciano andare pure al bermuda caso mai ci fosse la possibilità di fare un salto in spiaggia. A completare il look, rendendolo più fascinoso, il supporto mobile: bicicletta o motorino dall’aria retrò.

Lo squadrone femminile poi — quando non esagera con mise da Mille e una notte per le spedizioni discotecare — innalza decisamente le sorti del metro chic.

Ormai le riminesi imparano sin da giovanissime, seguendo su Instagram le bloggers più in voga, a creare stili semplici ma al tempo stesso ricercati, sgambettando per le piccole boutique del centro storico, i centri commerciali, i negozi di vintage e di accessori.

Sorprendente poi come spopoli l’hand made che permette di personalizzare e rendere unico ogni capo.
E, sebbene un po’ in ritardo, rifluiscono a Rimini, manco fosse Los Angeles, mood berlinesi piuttosto che londinesi o parigini che cozzano decisamente con la nostra “s” romagnola.

image credits: Rob Grassilli

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