Un artigiano ci salverà

di Jacopo Frenquellucci in Artigianato, Matrioška Magazine
11 aprile 2017
Jacopo Frenquellucci

Altro che una economia “simbolica”, che riesce a far passare nel mondo il valore immateriale del “percepire” qualità, unicità e originalità: gli artigiani creativi, i “manu-fatturieri” che sono il cuore pulsante di Matrioška Labstore, sono a tutti gli effetti costruttori di valore. Un valore che si potrebbe concretizzare, se adeguatamente supportato dalle istituzioni, in almeno 160.000 posti di lavoro nell’arco di pochi anni e un contributo incrementale al PIL dell’1% ogni dodici mesi

E a sostenerlo non sono i diretti interessati, ma bensì una ricerca della Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte insieme al CDR (Claudio Demattè Research) della SDA Bocconi, che è diventata un volume, edito da Marsilio, dall’eloquente titolo ‘Costruttori di valore. Il ruolo strategico del saper fare italiano’, curato da Maurizio Dallocchio con Alessandra Ricci e Matteo Vizzaccaro.
E come se non bastasse, aggiungono gli studiosi, i talenti della creatività portano anche alla riscoperta dei luoghi di produzione e innescano così una spirale positiva tra rilancio delle economie locali, flussi turistici di qualità e generazione di valore

Ma quali sono le caratteristiche di questi artigiani? La definizione è chiarissima, e combacia perfettamente con quella degli espositori di Matrioška Labstore: “Sanno creare prodotti unici, indiscutibilmente superiori per bellezza, originalità dei processi produttivi e perfezione di fattura”.

I ricercatori non hanno dubbi: i manu-fatturieri “sono costruttori di valore. Sono ideatori del bello. Sono promotori del saper fare. Sono pionieri della tradizione. Sono soggetti in grado di fare qualcosa in modo completamente diverso rispetto alla norma e allo stesso tempo particolarmente coerente con le esigenze di un nuovo tipo di domanda, quella dal gusto crescente, dalla crescente capacità di spesa, quella consapevole di ciò che va oltre al possesso fine a se stesso. Sono soggetti in grado di porre l’Italia su un piano di autentica inimitabilità”.